Piscina Rei (la spiaggia del villaggio):
Da quando la prestigiosa rivista lonely planet ci ha premiato indicando Costa Rei come la 5 spiaggia al mondo per bellezza ci siamo sentiti riconoscere finalmente anche a livello internazionale quello che già sapevamo da tempo. Il merito va equamente diviso tra i 7 km ininterrotti di spiaggia bianca e il mare incantevolmente trasparente ma che regala preziose sfumature man mano che lo sguardo si allontana dalla riva di Piscina Rei. Il pensiero corre veloce all’orizzonte e si ferma alla vista di quell’isola che solitaria appare a sud-est distesa come un serpente a guardia del mare: è la Serpentara. Da qui comincia l’Area Marina protetta di Capo Carbonara con tutti i suoi tesori da visitare. Spostando lo sguardo verso sinistra a Nord-Est c’incuriosisce un’altra formazione rocciosa che dalla riva si estende a largo verso Est per più di un chilometro: è il promontorio di Capo Ferrato che comincia con un residuo vulcanico alto 300 metri, Monte Ferru e si allunga sul mare creando scogliere di granito su un versante e calette nascoste sull’altro. Spostandoci dalla spiaggia del villaggio di qualche passo verso Nord il panorama si allarga sullo stagno di Piscina Rei frequentato dai fenicotteri fino a Giugno e da altri uccelli lacustri. Portando le spalle al mare da qui a 180° l’occhio si perde sulle vicine catene montuose del parco del Parco Nazionale dei Sette Fratelli. In questa zona l’arida macchia mediterranea lascia il posto ad alberi di alto fusto e spesso centenari come lecci, querce, corbezzoli, olivastri. E’ l’habitat naturale del Cervo Sardo e dell’aquila reale ma anche di cinghiali, lepri, conigli, falchi e tartarughe.


L’Isola di Serpentara (Escursioni in gommone, Diving, snorkeling partenza dall’area nautica del villaggio):
Sull’isola sorge una torre spagnola, la Torre di San Luigi, che era classificata fra le “Torri gagliarde”, quelle presidiate da un Alcalde, quattro soldati e un artigliere e armate con quattro cannoni di grosso calibro. Sull’isola cresce una pianta rarissima, la pigliamosche, dalla sua caratteristica principale, o serpentaria, dal nome dell’isola. Il suo nome scientifico è Helicodiceros muscivorus. È una pianta alta circa 60 cm. Il suo fiore rosa coperto di fitta peluria emana un odore pungente per attirare le mosche e realizzare l’impollinazione grazie a questi insetti. Qui il mare non è più protetto come sulla costo dai promontori di Capo Ferrato a Nord e Punta dei Cappucinis a Sud e la batimetrica scende velocemente ai 100 metri. E’ il posto ideale per effettuare le immersioni guidate alla punta Nord dell’isola, a punta la Guardia e ai Varaglioni. Le cernie sono stanziali e, grazie anche all’istituzione dell’area marina protetta di Capo Carbonara, raggiungono dimensioni importanti; suggestivo lo spettacolo dato dai branchi di barracuda che cacciano in prossimità della scogliera. Visti dal fondo sembrano giocare in controluce in enormi palle che vorticano lentamente con in realtà lo scopo di scoraggiare l’attacco da parte di predatori più grandi.


L’Isola dei Cavoli (Escursioni in gommone, Diving, snorkeling partenza dall’area nautica del villaggio):
Sede dell’istituto di Biologia Marina dell’università di Cagliari ospita un Faro che insieme a quello di Capo Carbonara e della Secca dei Berni assicura la navigazione in queste acque anche per il passaggio delle barche della vicino porto turistico di Villasimius. Nei pressi dell’Isola, a circa 10 metri di profondità si trova la statua della Madonna del Naufrago e, ogni anno, alla terza domenica di Luglio, si rende omaggio con una suggestiva processione in barca. La festa viene celebrata in suffragio dei marinai che, nel corso degli anni, sono rimasti vittime del mare che bagna le coste dell’isolotto. La statua, realizzata in trachite, dell’altezza di 4 metri e scolpita dallo scultore sardo Pinuccio Sciola, venne deposta nel 1979 per proteggere i naviganti.


Lo Scoglio di Peppino (a piedi lungo la spiaggia, canoa):
La bellezza della spiaggia merita di essere apprezzata anche con lunghe passeggiate in riva al mare. Il villaggio Piscina Rei si trova al centro della costa e permette di raggiungere verso sud in 30 minuti lo scoglio di Peppino, un gigantesco blocco granitico lungo 90 metri e largo 30.
Teatro di molti spot pubblicitari è diventato oramai famoso ed ha la particolarità di avere una superficie particolarmente liscia e lavorata, un evidente risultato del lungo lavoro fatto dal mare che permette adesso di scalare agevolmente lo scoglio anche a piedi nudi e di sdraiarsi comodamente direttamente a contatto con la pietra godendo dei benefici naturali della litoterapia.


Le calette di Capo Ferrato (Mountaine Bike, Canoa, Gommone, Auto):


Porto Pirastu: si trova nel versante sud del promontorio di Capo Ferrato, visibile anche dal villaggio. E’ un porto naturale anticamente utilizzato dalle navi romane come dimostrano i numerosi ritrovamenti di ancore e anfore. Tra le rocce di granito è possibile trovare qualche spiaggetta costituita da sabbia di granulometria eccezionalmente grande che da una particolarità in più alla zona. I fondali sono ricchi di scogli e anfratti che costituiscono la tana abituale di cernie, aragoste e polpi. Resta completamente riparato dai venti che spirano da versanti settentrionali: Grecale, Tramontana e Maestrale.
Cala Sa Figu: e’ conosciuta anche come “baia delle anfore” la sua unicità deriva dalla presenza di antichi cocci di anfore romane rimasti incastonati negli scogli a pochi metri da riva che lasciano pensare a qualche tragico episodio avvenuto nel passato quando probabilmente alcune triremi alla fonda sono state sorprese da un’improvvisa mareggiata e distrutte sugli scogli.
Due piccole spiaggette completano un paesaggio selvaggio ricco di rocce e scogli. L’esposizione a Nord protegge la baia dai venti dei versanti meridionali: Scirocco, Ostro e Libeccio.
Portu S’ilixi è la baia successiva a Cala sa Figu. La spiaggia diventa più scura per la presenza di ferro; la granulometria della sabbia è molto fine e la composizione la rende particolarmente compatta. Il fondale, basso per diversi metri dalla riva, è apprezzato soprattutto dai più piccoli. Interessanti le formazioni rocciose ai lati della spiaggia che rilevano l’origine vulcanica della caletta.


Gli stagni di Feraxi e Colostrai (mountain bike, auto):
Più a Nord, superata la bella e solitaria spiaggia di Feraxi s’incontrano gli stagni di Feraxi e Colostrai.
Il paesaggio è quello lacustre caratterizzato da fenicotteri, cavalieri d’Italia, beccacce, cormorani, marangoni e gli oramai sempre visti, pellicani. Interessante, per gli appassionati di ittiturismo, è la visita all’omonima peschiera dove si apprezzano le tecniche di allevamento e di pesca di cozze, vongole e ostriche oltre a spigole ed orate.


Le Spiagge a Sud (gommone, snorkeling, mountain bike):
Cala Sinzias: e’ un ampia spiaggia bianca ben attrezzata. Interessante la parte più a sud, completamente al riparo dello scirocco dove il promontorio granitico di Punta di Is Cappuccinis scende velocemente in mare creando scogliere suggestive. Il fondale ricco di rocce e grandi massi caduti riflette il colore verde della macchia mediterranea soprastante perpendicolarmente.
Cala Pira. Una delle più belle cale della zona. E’ un porto naturale contornata da una mezza luna di sabbia argentata. Il panorama che si apre verso la vicinissima isola di Serpentara e davvero suggestivo. La torre spagnola del 1600 a guardia dell’ingresso alla baia è situata in posizione sopraelevata e la si raggiunge agevolmente seguendo un sentiero sabbioso nascosto da uno stupendo bosco di ginepri. La vista dall’alto è di rara bellezza.
Le Piscine: raggiungibili solo dal mare sono una delle mete più ambite. E’ stupefacente osservare come il cambio di fondale renda in questo punto l’acqua completamente trasparente. Le rocce a precipizio, la ricca vegetazione e una spiaggetta nascosta fanno di questa caletta uno dei posti più belli dove poter fare il bagno.
Punta Proceddus: la diversità delle spiagge della zona che cambiano a distanza di pochi metri l’una dall’altra, si completa con Punta Proceddus. La spiaggia è costituita esclusivamente da sassi di varie dimensioni completamente levigati, probabilmente trasportati da un torrente oramai scomparso. Ci troviamo esattamente di fronte all’Isola di Serpentara. La particolarità di questo punto della costa e quello di avere un vero e proprio reef roccioso che si estende per 300 metri perpendicolarmente alla riva. La presenza continua di correnti hanno favorito l’instaurarsi di un ricco habitat sottomarino. Il fondale roccioso si mantiene basso anche a largo permettendo una facile visione durante tutto lo snorkeling.
Punta Molentis: è la più rinomata spiaggia della zona che per la sua conformità e per la sua posizione è davvero un posto di rara bellezza. Qui il mare è sempre calmo, qualunque siano le condizioni del mare e del vento. La presenza permanente di due gozzi contribuiscono a rendere pittoresca la spiaggetta.
Ad un occhio attento non sfuggono i segni lasciati su alcune rocce dall’antico lavoro dell’uomo. Si tratta, infatti, di un’antica cava di granito dove i Muli giungevano fin sulla spiaggia per trasportare il prezioso materiale dando il nome alla baia. Anche qui è interessante la vista dall’alto che si raggiunge percorrendo un sentiero di spiagge e rocce tra i ginepri. La vista a 360° spazia dalla Serpentara fino all’isola dei cavoli e verso Villasimius.
Porto Giunco: è la spiaggia di Villasimius. Il promontorio roccioso, l’acqua argentea, lo stagno dei notteri, caratterizzano questo tratto di costa meta dei turisti di Villasimius.
Interessante e la visita al Pesce Balestra, oramai stanziale, di fronte al Simius Playa. Proprio in questo punto si è creato un habitat unico dove grossi branchi di pesci vivono indisturbati attendendo le visite dei turisti con i quali nuotano piacevolmente, sperando in qualche briciola di pane. Per chi è dotato di una propria imbarcazione ricordiamo che in tutta l’area marina protetta di Capo Carbonara sono disponibili boe d’ormeggio prenotabili mediante l’efficiente sistema marpark (www.marpark.it)


Archeologia:I menhirs di Piscina Rei (a piedi): La bellezza delle coste spesso nasconde al visitatore le particolarità dell’entroterra sardo ricco di storia, archeologia, tradizioni e natura.
Proprio di fianco al villaggio è presente un sito archeologico risalente al neolitico costituito da un complesso megalitico di 22 menhirs oramai nascosti dalla macchia mediterranea.
Sempre in questa zona sono stati ritrovati resti di insediamenti risalenti all’età imperiale romana, sono ancora visibili le piante circolari delle capanne nei pressi dello stagno e la struttura muraria degli edifici più importanti più ad Ovest in località Ibba Sa Cresia e mentre ad Est si sviluppava la necropoli.
Il Nuraghe Scalas (a piedi): nella zona collinare vicino al villaggio si può ancora notare la costruzione orami diroccata della torre centrale del protonuraghe, interessante è il complesso megalitico costituito da 43 menhirs di cui 2 antropomorfi disposti in allineamenti di 3,4 o 5. Le indagini archeologiche lasciano ipotizzare che i menhir di questo complesso fungessero da calendario di pietra per l’individuazione dei cicli stagionali; sono state inoltre evidenziate correlazioni giornaliere che permettono un controllo costante, durante tutto l’anno solare, del sorgere e del tramontare del sole e della luna.
Ricognizioni di superficie effettuate nell’area del complesso megalitico hanno portato al rinvenimento di alcuni strumenti in ossidiana (lame, raschiatoi) e di frammenti ceramici attribuibili alla cultura di Ozieri, del Neolitico finale (3200-2800 a.C.). I reperti erano associati a materiali di epoca nuragica e romana imperiale.
Il nuraghe Sa Domu ‘e S’Orcu (mountaibike, auto): è uno dei sistemi nuragici più importanti della Sardegna Sud-Orientale, essendo uno dei pochi sistemi polilobati con torri a falsa cupola presenti nel Sarrabus.
La fortezza nuragica si sviluppa al centro di una piccola valle subcircolare, nei pressi della spiaggia di Costa Rey, in territorio di Castiadas. Il nuraghe, del tipo complesso, è costituito da un mastio bilobato circondato da una cortina muraria comprendente 5 torri: il mastio, ubicato nella parte più elevata e centrale del complesso, ingloba gli spuntoni rocciosi su cui è costruito, è costituito dalla torre centrale A con addizione della torre laterale B, che difende da SW l’ingresso della torre A.


I comuni limitrofi: Castiadas, Muravera, Villasimius:La storia più recente di questo territorio ha visto il susseguirsi di diverse colonizzazioni; sono ancora visibili alcuni resti archeologici a testimoniare eventi passati che hanno segnato l’evoluzione di questi territori.Il castello di Quirra (auto): fu edificato dai giudici di Cagliari nella metà del XIII sec. su una rocca alta 296 metri s.l.m. Fu teatro di molti assedi per ottenerne il possesso; si sono infatti susseguiti nel medioevo pisani, aragonesi e genovesi. Ma il castello resta principalmente legato al nome della famiglia Carroz e soprattutto a quello della sanguinaria Donna Violante Carroz, della quale si narrano interessanti racconti.

La chiesa di San Nicola di Quirra (auto): edificata attorno al XII secolo è una delle architetture più originali e affascinanti del panorama romanico isolano. La quasi unicità del monumento è costituita dal materiale con cui è realizzato, il mattone cotto, modellato con argilla prelevata e lavorata in situ, dove sono stati trovati resti della cava e del forno di cottura dei mattoni.

 

La chiesetta di San Priamo (auto): La chiesa è posta a ridosso di una rupe ed è costituita di due parti distinte: la prima risale quasi sicuramente all’XI secolo, mentre la seconda fu aggiunta durante la dominazione spagnola, tra il XVI e il XVII secolo, periodo nel quale tutta la chiesa subì una ristrutturazione. L’ ingresso della chiesa, è posto ad est, su uno dei lati lunghi ed è sormontato da un arco a tutto sesto. Nella parte più antica si apre una cavità da cui sgorga ancora una piccola sorgente, che la leggenda definisce miracolosa. Si trattava forse di un tempio neolitico dedicato al culto delle acque. Probabilmente questo sito era un luogo sacro, frequentato in modo continuativo fin dalla preistoria, e ciò è testimoniato anche dalla presenza delle domus de janas risalenti alla cultura Ozieri. In epoca storica, forse sin dai primi anni del cristianesimo, fu trasformato in luogo di culto cristiano, dedicato a San Priamo Martire.

Torre dei Dieci cavalli: Parte di una struttura difensiva (risalente forse al XVI sec.) così chiamata perché sotto l’edificio era situata una stanza dove alloggiavano 10 cavalieri con i cavalli. Lo scopo era quello di difendere la spiaggia perlustrando il tratto di casta e di avvistare gli invasori Saraceni provenienti dal mare.

 
 

L’ex colonia penale di Castiadas (mountain bike, auto): Era il 1875 quando trenta forzati e sette guardie carcerarie, lasciata la casa penale di san Bartolomeo a Cagliari, sbarcarono sulla spiaggia di Sinzias tra Villasimius e Castiadas. Il gruppo era guidato da Eugenio Cicognani: su mandato del ministero dell’Interno, l’ispettore aveva il compito di porre la prima pietra della nuova colonia penale agricola che si sviluppo fino al 1952 diventando la più grande colonia penale agricola di Italia.

Il Comune ha di recente recuperato la casa del direttore, le scuderie, un’intera ala dell’antica colonia penale. Tutte strutture di straordinario valore. A poche centinaia di metri, nell’area che sino a mezzo secolo fa ospitava le mandrie degli allevatori-carcerati, è stato realizzato un teatro all’aperto. Nel vecchio carcere si può visitare una straordinaria mostra fotografica. Uno spaccato di vita dei reclusi, fra celle, letti in granito e tavoloni, foto e documenti d’epoca e un filmato degli anni Trenta.



La Foresta di s’acqua Callenti e la Foresta di Minni Minni (mountain bike, escursioni a piedi):sono le principali foreste demaniali con sentieri ben attrezzati per le escursioni in mountain bike o trekking. Si possono scegliere vari percorsi alcuni più impegnativi. Qui la ricca vegetazione è costituita da un bosco di lecci corbezzoli e filliree che creano un soffice tappeto di foglie morte in autunno tra le quali è possibile trovare funghi porcini.
E’ nei punti più panoramici che si sovrappongono i sensi dando vita ad intricati contrasti sensoriali.
Interessanti sono anche le presenze di sorgenti e di alcune radure dove è possibile riuscire a scorgere alle prime luci dell’alba un esemplare di cervo sardo (Cervus Elaphus Corsicanus), presente in buon numero.